Una regione che si capisce guidando
Poco più di mezzo milione di abitanti, due province, e un territorio che cambia natura ogni cinquanta chilometri.
La Basilicata è la regione meno densamente abitata del Mezzogiorno, e si vede: strade vuote, paesi appesi ai crinali, lunghi tratti in cui non si incontra niente. Non è un difetto da giustificare, è la ragione per cui ci si viene. Chi arriva cercando la fila di stabilimenti e il lungomare acceso fino a notte ha sbagliato regione; chi cerca il contrario ha fatto centro.
Tre regioni dentro una
La prima è la costa ionica: bassa, sabbiosa, con le pinete alle spalle delle dune e i resti della Magna Grecia in mezzo ai campi. È la fascia più larga di pianura che la Basilicata possiede, e non a caso è li che si è concentrata l'agricoltura intensiva, gli agrumeti e i pescheti del Metapontino. Quasi tutta la ricettività all'aria aperta della regione sta in questa striscia.
La seconda è l'interno appenninico, che comincia subito dietro e non finisce più: sale fino ai duemiladuecento metri del Pollino, comprende le guglie di arenaria delle Dolomiti Lucane e il cono spento del Vulture, e in mezzo distende i calanchi, le argille grigie che si sfaldano a creste. È la parte di regione dove le distanze si misurano in ore e non in chilometri.
La terza è il versante tirrenico, che è solo Maratea: una fessura di costa alta e verticale incastrata fra la Campania e la Calabria. Trenta chilometri appena, e un paesaggio che non somiglia a nient'altro di lucano.
E poi c'è Matera
Matera sta a parte, e non solo perché è la cosa più conosciuta della regione. È l'unica città italiana in cui si è continuato a vivere dentro la roccia fino a metà Novecento, e il fatto che oggi sia una meta di massa non toglie niente allo stupore della prima volta che ci si affaccia sulla Gravina. Dal 1993 i Sassi sono nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco; nel 2019 la città è stata capitale europea della cultura.
La costa per dormire, l'interno per le giornate.
La regola pratica di chi viaggia in camper
Come ci si organizza

Per chi viaggia con la tenda o il camper la regola pratica è semplice, e vale quasi sempre: base sulla costa ionica, escursioni verso l'interno. Da un campeggio fra Metaponto e Nova Siri si raggiungono Matera in un'ora, i calanchi in tre quarti d'ora, il Pollino in due ore scarse. Il contrario, cioè dormire in montagna e scendere al mare, funziona molto meno: le strutture all'aria aperta nell'interno sono poche e le strade lunghe.
L'altra cosa da mettere in conto è la stagione. D'estate la costa ionica è calda e ventilata, l'interno sopra i mille metri resta fresco anche a luglio, e la differenza fra i due si sente in una mezz'ora di salita. Fuori stagione molte strutture chiudono: da metà settembre conviene telefonare prima di presentarsi.