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Basilicata

Calanchi, gravine e un vulcano spento

Il paesaggio lucano è fatto di terra che frana e di roccia che resiste, spesso a poche curve di distanza.

Due materiali si dividono la Basilicata, e il paesaggio dipende da quale dei due si sta attraversando. L'argilla, che l'acqua scava e porta via, fa i calanchi e le colline nude dell'interno. Il calcare, che l'acqua invece incide senza smontare, fa le gravine e gli altopiani di pietra del Materano. Fra i due c'è una terza cosa, più recente e più piccola: un vulcano spento, con due laghi dentro il cratere.

I calanchi

Immagine provvisoria: i calanchi di Aliano

I calanchi sono la forma più riconoscibile della Basilicata interna: argille grigie scavate dall'acqua in creste sottili e affilate, senza un filo di vegetazione, che cambiano colore con l'ora del giorno. Si attraversano fra Aliano, Pisticci e Craco, e sono il paesaggio che Carlo Levi si trovò davanti quando fu mandato al confino ad Aliano, e che descrisse in Cristo si è fermato a Eboli.

Sono anche una ferita aperta. L'argilla si muove, e i paesi che ci stanno sopra lo sanno da sempre: si costruisce sulle creste perché in mezzo la terra non tiene. Chi passa d'estate vede una superficie secca e crepata; chi passa dopo un temporale vede l'acqua che si porta via un altro pezzo di collina.

Craco, il paese vuoto

Immagine provvisoria: il paese abbandonato di Craco

Craco è il caso limite. Il paese vecchio, arroccato su uno sperone d'argilla, fu abbandonato a partire dagli anni Sessanta dopo una serie di frane e oggi si visita vuoto, con le case aperte sul crinale e le strade che finiscono nel niente. Si entra solo accompagnati da una guida e con il casco: non è una passeggiata fra i ruderi, ed è proprio per questo che resta addosso. Il cinema ci ha girato dentro parecchie volte, e si capisce perché.

Le gravine

Le gravine sono l'altra faccia della regione: canyon stretti scavati nella roccia calcarea, con pareti verticali, grotte a mezz'aria, chiese scavate nel fianco e rapaci che ci nidificano dentro. La Gravina di Matera separa la città dall'altopiano della Murgia ed è attraversata da una passerella sospesa; dall'altra parte, nel parco della Murgia Materana, sono censite oltre centocinquanta chiese rupestri, molte affrescate.

La più nota fra quelle fuori città è la Cripta del Peccato Originale, scavata in una parete sopra la gravina di Picciano, con un ciclo di affreschi longobardi dell'ottavo secolo. Si visita solo su prenotazione e a gruppi contati: la roccia è fragile e l'umidità di troppe persone rovina il colore.

Il Vulture

A nord, il Monte Vulture è un vulcano spento alto milletrecentoventisei metri, con due laghi dentro il cratere, i laghi di Monticchio, circondati da un bosco di faggi e castagni che d'estate è la zona più fresca della regione. Sul lago Piccolo si affaccia l'abbazia di San Michele, incastrata nella parete.

I terreni vulcanici intorno al monte sono la ragione dell'Aglianico del Vulture, e delle cantine scavate nel tufo fra Barile e Rionero: gallerie a temperatura costante, usate per far maturare il vino molto prima che esistessero le celle frigorifere.