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Basilicata

Le Dolomiti Lucane

Guglie di arenaria con due paesi incastrati dentro, e un cavo d'acciaio teso fra l'uno e l'altro.

Castelmezzano e Pietrapertosa si guardano da due versanti opposti della stessa valle: pochi chilometri in linea d'aria, mezz'ora di tornanti in macchina. Le rocce che li circondano sono arenarie erose in pinnacoli, torri e lame, e il nome dolomiti è un prestito abusivo: la geologia è tutt'altra, l'effetto sulla vista è quello. Sono fra i borghi più fotografati del Sud, e per una volta la fotografia non esagera.

Due paesi dentro la roccia

Pietrapertosa è il comune più alto della Basilicata e sta letteralmente addossato alla parete: le case finiscono dove comincia la pietra, e sopra di loro restano i ruderi della fortificazione saracena, da cui il quartiere Arabata prende il nome. Castelmezzano, dall'altra parte, ha la Gradinata Normanna: una scala scavata nella roccia sopra il paese che sale al punto di vedetta, ripida e senza troppe protezioni.

Sono paesi piccoli, di poche centinaia di abitanti, che d'inverno si svuotano è d'estate si riempiono. La sera, quando i pullman se ne sono andati, tornano quello che sono.

Il Volo dell'Angelo

Immagine provvisoria: il cavo del Volo dell'Angelo sopra la valle

Fra i due paesi corrono due cavi d'acciaio lunghi circa un chilometro e mezzo ciascuno, su cui si scende imbracati a pancia in giù, sospesi sopra la valle: e il Volo dell'Angelo. Si vola nei due sensi, uno per direzione, e in discesa si superano abbondantemente i cento all'ora. Si prenota, si pesa il carico prima di partire e si vola in coppia o da soli.

Chi non ha nessuna intenzione di appendersi a un cavo non è escluso da niente: la valle si guarda benissimo anche da fermi, e il resto della giornata funziona lo stesso.

A piedi, fra i due

Chi preferisce stare a terra ha il Percorso delle Sette Pietre, un sentiero di un paio di chilometri ricavato dall'antica mulattiera che collegava i due paesi, con installazioni lungo il cammino legate alla tradizione locale. Si scende, si attraversa il torrente, si risale: un'ora e mezza abbondante, e alla fine si è nel paese di fronte. Chi lo fa in un senso solo si organizza il ritorno prima di partire.