I Sassi di Matera
Un quartiere scavato dentro la roccia, svuotato per legge e ripopolato quarant'anni dopo.
I Sassi sono due, il Barisano e il Caveoso, divisi dallo sperone di roccia su cui sta la Civita con la cattedrale. Non sono un centro storico normale con qualche grotta dentro: sono grotte che nel tempo si sono messe davanti una facciata. La casa è la cavità; quello che si vede da fuori è solo la parte costruita dopo. Il tetto di un'abitazione è spesso la strada di quella sopra, e questo spiega perché in mezzo ai Sassi ci si perde anche con la mappa.
Lo svuotamento
Negli anni Quaranta i Sassi erano un quartiere sovraffollato senza acqua corrente e senza fogne, dove le famiglie dividevano la grotta con gli animali e la mortalità infantile era altissima. Dopo il libro di Carlo Levi la cosa diventò un caso nazionale, e nel 1952 una legge speciale ordinò lo sfollamento: circa quindicimila persone furono trasferite nei borghi e nei quartieri costruiti apposta più in alto.
I Sassi rimasero vuoti per decenni, e per decenni furono considerati una vergogna da dimenticare. Il ripensamento è arrivato negli anni Ottanta con una nuova legge per il recupero, e nel 1993 l'Unesco li ha iscritti nella lista del patrimonio mondiale. Oggi ci si vive di nuovo, e la parte difficile è evitare che diventino solo alberghi.
Cosa vedere dentro

Le chiese rupestri sono la cosa che sorprende di più: scavate nel tufo, con le absidi e le colonne ricavate togliendo pietra invece che mettendola, e in molte gli affreschi bizantini sono ancora leggibili. La Casa Grotta è una casa arredata com'era prima dello sfollamento, con il letto alto, il telaio, la stalla nella stessa stanza: dieci minuti lì dentro spiegano più di un museo.
Sotto la piazza principale c'è il palombaro lungo, una cisterna scavata nella roccia profonda una quindicina di metri, intonacata per tenere l'acqua e rimasta dimenticata fino agli anni Novanta. Si visita a piedi, su passerelle, e la voce rimbomba.
Dall'altra parte della Gravina
Il punto da cui i Sassi si capiscono davvero non è dentro i Sassi: è sul versante opposto della Gravina, nel parco della Murgia Materana. Da lì si vede la città intera aggrappata alla parete, e si capisce che non è stata costruita su una collina ma dentro un canyon. Ci si arriva in venti minuti di macchina, oppure a piedi scendendo sul fondo e risalendo, con la passerella sospesa a fare da collegamento.
Non è stata costruita su una collina: è stata scavata dentro un canyon.
La vista dalla Murgia