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Basilicata

Feste che vengono da lontano

In Basilicata il calendario delle feste è ancora quello agricolo, e si nota: si taglia un albero, si distrugge un carro, si accende un fuoco.

Le feste lucane hanno una caratteristica che le distingue da molte altre: quasi tutte finiscono con qualcosa che viene distrutto o consumato. Un carro fatto a pezzi, un albero abbattuto e innalzato, un falo. Non sono spettacoli costruiti per chi guarda: sono riti che il paese fa per sé, e a cui chi passa è semplicemente ammesso.

La Madonna della Bruna

Il 2 luglio a Matera si celebra la festa più importante della città, e il finale è famoso: il carro trionfale di cartapesta, costruito in un anno di lavoro e appena sfilato per le strade, viene assalito dalla folla e smontato a mani nude in pochi minuti. Ognuno se ne porta a casa un pezzo. Lo chiamano lo strazzo, e non è vandalismo tollerato: è il rito, ed è il motivo per cui il carro si rifa daccapo ogni anno.

Un anno di lavoro distrutto in pochi minuti, e ognuno se ne porta a casa un pezzo.

Lo strazzo del carro, Matera, 2 luglio

I riti arborei

Immagine provvisoria: il rito arboreo del Maggio di Accettura

Nei paesi del Pollino e delle Dolomiti Lucane sopravvive una cosa più antica ancora: si sceglie un albero nel bosco, lo si abbatte, lo si trascina in paese a forza di buoi o di braccia e lo si innalza nella piazza, spesso innestandolo con la cima di un altro albero. Il più conosciuto è il Maggio di Accettura, che si celebra fra maggio e giugno e dura giorni; riti simili si fanno a Castelsaraceno, Rotonda, Viggianello, Terranova di Pollino e Oliveto Lucano.

Chi si aspetta una sagra con le bancarelle rimarrà spiazzato: il trasporto dell'albero è una faticaccia collettiva che dura ore, con centinaia di persone che tirano, e il pubblico ci sta dentro invece che davanti.

Le sagre dell'estate

D'estate le sagre seguono i raccolti, dal peperone alla castagna passando per i fagioli di Sarconi e il pane. Sono il modo più diretto per mangiare bene spendendo poco, e per vedere un paese dell'interno quando è pieno invece che vuoto. Le date cambiano di anno in anno e spesso si decidono tardi: conviene chiedere in campeggio o al bar del paese, che di solito sanno prima di internet.

E i paesi arbereshe

Nei comuni arbereshe della provincia di Potenza, fondati dai profughi albanesi fra Quattrocento e Cinquecento, il calendario è ancora un altro: la Pasqua si celebra con riti di tradizione bizantina, in una lingua che in Albania non si parla più. San Paolo Albanese e San Costantino Albanese sono i due centri dove la cosa è più viva.